Lunedi 5 Dicembre

Nazionale e oriundi: un’utile trovata o un aggiramento delle leggi?

C’è chi condanna Mancini, ma tutto ciò sembra essere la messa in atto dell’intelligenza dei soliti furbetti

È da ieri che non si parla d’altro. Bar, Taxi, Bus, Tram, Uffici. Ovunque. Da quando Mancini ha detto (da che pulpito viene la predica!) “In Nazionale solo chi è nato in Italia”, si è scatenato il putiferio. Chi è favorevole (pochi) chi è contrario (molti) chi ciurla nel manico e fa dei grandi giri di parole per non dire nulla, chi taccia Mancini di razzismo, chi è sempre stato a “favore della contaminazione”, chi “il campionato più è colorato e più è bello”, chi “solo quando avevamo i due stranieri abbiamo vinto qualcosa con la Nazionale”. Insomma, per tutti; per tutti i gusti. Il problema non sembra però risiedere nella validità o meno di un passaporto o di una nazionalità. L’aspetto più triste della faccenda è, come al solito, l’aggiramento delle leggi da parte dei soliti furbetti: Non riesco a vincere con i mezzi che ho a disposizione. Però quel giocatore lì tira delle punizioni che potrebbero aiutare il mio progetto. Cerchiamo di capire se nel suo albero genealogico c’è qualche scheggia italiana. E se per caso ci fosse, facciamo in modo di fargli avere al più presto un bel passaporto italiano. La causa è servita. L’Italia anche.