Domenica 4 Dicembre

Lo “sprint” made in Giamaica: lì dove si fabbricano i record [FOTO e VIDEO]

la presse

Genetica, storia e una scuola attenta alle esigenze dei velocisti, i trucchetti degli atleti più veloci del mondo

Velocisti e Giamaica che accoppiata vincente. Molti si sono chiesti quale sia la vera motivazione di questo feeling. Ad un certo punto si è abbozzato anche a delle accuse di doping. “Tutti gli atleti giamaicani sono dopati” ha tuonato qualcuno a seguito delle squalifiche per doping inflitte a qualche velocista. La verità è che non è così.

Si deve ammettere infatti che è uno strano caso il fatto che su un’isola abitata da 2milioni e 700mila persone vi risiedano così tanti velocisti. Forse più di uno si insospettirebbe. Bolt su tutti, ma anche atleti come Yohan Blake, Asafa Powell, Nesta Carter, Tyson Gay e tra le donne Kerron Stewart, Marlene Ottey, Veronica Campbell-Brown, non fanno che sfatare queste voci dominando le classifiche degli uomini e delle donne più veloci al mondo. Riuscendo persino a scalzare da questa top ten gli atleti statunitensi da sempre dominatori di questa.

Dopo lo splendido “volo” di Bolt a Berlino in cui ha fisato l’attuale record del mondo chi avrebbe niente da ridire? Chi si potrebbe permettere di dire che è solo un caso? C’è chi sostiene infatti che il segreto che degli uomini “sprint” risieda essenzialmente nella loro genetica. Il mistero sarebbe svelato dal dna di questi campioni che, discendono dalle popolazioni di schiavi che “solo” quattro secoli prima approdarono sull’isola caraibica provenienti dalla costa Ovest dell’ Africa. La ricercatrice Rachael Irving, docente di Scienze all’università delle West Indies di Kingston spiega: «Il fenomeno dei nostri velocisti è dovuto principalmente a due fattori: uno storico e l’ altro genetico», ha dichiarato. Il fatto che in special modo una precisa regione della Giamaica sia la fabbrica di questi razzi-atleti, ne da la conferma. L’altopiano della regione di Cornwall infatti è la culla in cui la maggior parte di questi atleti sono nati e cresciuti.

Tutto ciò abbinato ad una politica sempre più attenta e specializzata nella disciplina, non ha fatto altro che ribadire nell’agonismo mondiale lo strapotere giamaicano quando si parla di corsa veloce. Proprio come gli etiopi ed i keniani nella corsa di resistenza, proprio come i cinesi dei tuffi e gli italiani della scherma, i giamaicani hanno sfondato a colpi di record la porta che permette di salire sul tetto del mondo dell’atletica leggera.

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