Sabato 3 Dicembre

Antonio Rossi: tra kayak e forza, una vita di successi e medaglie [FOTO e VIDEO]

LaPresse

Le belle immagini della canoa azzurra con a bordo Antonio Rossi che tracciano il traguardo, tutto il resto è… come dice Galeazzi: “leggenda”

L’Italia è partita forte – incalza Giampiero Galeazzi – si guarda a destra e a sinistra. Con Rossi che aumenta il numero dei colpi: 116-117-118. Bonomi dai che sei il più forte del mondo. Andiamo a vincere. Questo è il K2 italiano“. “E Vinceeee l’Italia, vinceeee...”, ansima il famoso commentatore. “Come si dice vince per la leggenda“.

Ecco l’entusiasmante telecronaca della finale del K2 italiano. Il binomio Rossi-Bonomi conquista nella gara di Sidney un oro coraggioso e bello. Questi sono i successi a cui ci ha abituato lo sportivo Antonio Rossi, che con la sua bella faccia e il suo talento ha conquistato le classifiche del Kayak di tutto il mondo. La prima medaglia olimpica per Antonio arriva a Barcellona 1992, con un bel bronzo, seguono due ori all’Olimpiade di Atlanta (nel K1 e K2), l’oro all’Olimpiade di Sidney e l’argento a quella di Atene. Queste medaglie lo rendono uno dei canoisti italiani più forti di tutti i tempi. I suoi meriti però non sono limitati alle competizioni olimpiche, ma anche ai mondiali di Kayak nella quale ha conquistato rispettivamente 3 ori, 3 argenti ed un bronzo, ed agli europei.

Antonio Rossi nato a Lecco, il 19 dicembre 1968, è un lombardo doc. Attualmente attivo in politica e nel sociale, oltre ad aver assunto l’incarico di assessore allo Sport e Politiche per i Giovani della Regione Lombardia, è uno dei testimonial della Telethon ed ha posato nudo per i calendari di Famiglia Cristiana e Donna Moderna i cui ricavati sono andati in beneficenza. I suoi successi e la sua passione per la canoa lo hanno reso un bel esempio di sport in Italia e nel mondo. La sua forza e i suoi muscoli in piena attività negli ultimi 200 metri nelle grandi gare, rimarranno impressi nella mente di tutti. Proprio come quell’urlo che sul finire delle gare esplodeva sulle sue labbra per far esaltare le platee e i tifosi.