Venerdi 2 Dicembre

Michael Schumacher, la storia del pilota migliore di sempre: dai trofei all’incidente [FOTO e VIDEO]

ASA / Wolfgang Groth

Jordan, Benetton e Ferrari, la sua carriera e la sua fama: una vita bella ed intensa

Dopo le notizie degli ultimi giorni che riportano il pessimo stato di salute di Michael Schumacher, pesa 45 chili, non parla e non cammina, ripercorriamo la storia del più grande campione della Formula Uno. Colui che è stato il più vincente in questo sport, colui che è il simbolo dei tempi d’oro della Ferrari. Juan Manuel Fangio, Alain Prost, Niki Lauda, Ayrton Senna, sono solo alcuni dei più grandi piloti che lui ha superato nella sua carriera fino ad arrivare con 7 titoli iridati vinti alla vetta della classifica dei piloti di Formula Uno più vincenti.

Schumacher incominciò la sua carriera all’età di quattro anni quando seguito da suo padre si sedette per la prima volta alla guida di una monoposto che alla sua ancor tenera età non poteva che essere un kart. Anche se relativamente a questa disciplina egli vinse diversi campionati e si fece fin da bambino e durante la su adolescenza una fama da pilota con talento.

 dpa/LaPresse

dpa/LaPresse

Michael debuttò in Formula Uno nel 1991 all’età di 22 anni, con la scuderia sorpresa di quell’anno, la Jordan. Schumacher che non aveva mai girato sul circuito del Belgio dette mostra della sua bravura e fu subito notato da Flavio Briatore che gli offrì un contratto con la sua casa automobilistica: la Benetton. La prima vittoria di un Gran Premio il pilota tedesco la ottenne proprio sul circuito belga, che tanta fortuna gli aveva portato l’anno prima. Al suo secondo anno in Formula Uno Schumacher con la sua nuova scuderia si classificò terzo nella classifica finale. Il primo campionato vinto da Schumacher non tardò a venire, infatti, già nel 1994 dopo una stagione movimentata, ottenne il suo primo titolo iridato. Nel 1995 replicò l’impresa con la Benetton, vincendo il titolo con due gare d’anticipo dalla fine del campionato.

L’esordio con la Ferrari nel 1995 fu una scommessa per Michael. La scuderia infatti non vinceva il titolo dal 1979. Il clima non era dei più favorevoli e lo strapotere della Williams – Renault di Jacques Villeneuve portò Schumacher a finire quel campionato al terzo posto.  Le gare che seguirono dal 1997 al 1999 furono dominate dapprima dalla Williams ma poi anche dalla McLaren, Schumacher comunque rimaneva sempre aggrappato alla classifica seppur la sua macchina si dimostrasse sempre con qualche deficit in più rispetto ai competitori. Nel 2000 arrivò il primo campionato vinto con la Ferrari, il primo di una lunga serie, che vide un’aspra lotta con il rivale della McLaren Mika Häkkinen. Schumacher inoltre riportò anche il titolo alla Ferrari da dove mancava da 21 anni. Gli anni che seguirono videro la supremazia del binomio Ferrari – Schumacher prevalere su tutte le altre macchine, scuderie e piloti.

Nel 2005 però a causa della relativa competitività della Ferrari, il pilota campione in carica dovette rinunciare a confermarsi per il sesto anno di fila, cedendo il titolo nel 2005 alla Renault e quindi a Fernando Alonso, nel 2006 la storia si ripeté.

la Presse

la Presse

Dal 2007 fino al 2009 seppur ritirandosi provvisoriamente dalla carriera automobilistica non si allontanò dalla Ferrari che continuò a frequentare visto che assunse all’interno della scuderia il ruolo di consulente. Oltre alle indubbie doti di Schumacher come pilota infatti, nell’ambiente sono note anche le doti da collaudatore che gli hanno permesso nei suoi anni migliori di creare un rapporto più intimo con la sua monoposto, fino a renderla ogni anno su misura per le sue esigenze.

Nel 2010 però l’irrefrenabile voglia di tornare in pista vide Schumacher rinunciare al ruolo di consulente con la Ferrari e ufficializzare il suo ritorno in pista con la Mercedes. Le aspettative erano sia nella nuova scuderia sia nel pilota stesso molto alte, ma esse furono deluse in quanto per la prima volta in carriera il pilota tedesco non ottenne né vittorie né podi in una stagione completa. Le stagiono 2011 – 2012 non andò molto meglio. Dopo il secondo ritiro, Michael non riuscendo a staccarsi dallo sport e dai motori si cimentò in qualche gara di Kart, la sua prima vera passione.

Il 29 dicembre 2013, alle ore 11:00, durante una discesa con gli sci tra le piste Chamois e La Bichesulle, sulle nevi della località francese di Méribel in Savoia (Francia), il campione mai dimenticato della ferrari cadee e battè violentemente la testa contro una roccia. Ricoverato d’urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble, in stato semicomatoso, venne sottoposto ad operazione neurochirurgica per il grave trauma cranico subìto e per un’emorragia cerebrale. Il 16 giugno 2014, dopo circa 6 mesi, la portavoce e manager Sabine Kehm dichiarò che Schumacher, uscito dal coma, “ha lasciato l’ospedale di Grenoble per iniziare un percorso riabilitativo in una clinica privata”. Michael Schumacher viene dimesso dall’ospedale universitario di Losanna e continuerà la riabilitazione presso la sua villa di Gland situata in Svizzera.

La situazione ad oggi, a poco più di un anno dal tragico incidente non sembra migliorare, anche se il tedesco sembra avere coscienza parziale dell’ambiente che lo circonda. Resi noti i 13,5 milioni di euro spesi dalla famiglia di Michael per le cure mediche e per la riabilitazione che sta tuttora continuando,  ci si domanda se il pilota di Formula Uno, migliore di sempre, riuscirà mai a recuperare le sue condizioni fisiche e mentali anche parzialmente. Se lui, insieme alla sua famiglia, riuscirà a ricordare e a rimpiangere gli anni d’oro della sua vita sportiva che l’hanno reso un campione senza tempo. Comunque sia egli rimane e rimarrà per sempre un ricordo indelebile di tutti i tifosi dal cuore rosso Ferrari, ma non solo di essi. La sua velocità in pista abbinata alla sua freddezza – reverenza fuori dalla sua monoposto lo renderà sempre un uomo modello di pacatezza ed eleganza.

Questo slideshow richiede JavaScript.