Giovedi 8 Dicembre

Il Sei Nazioni: la storia di un torneo che dà spettacolo

L’Italia vi partecipa dal 2000, è l’ultima squadra in ordine temporale ad essere stata ammessa al torneo e non è mai riuscita ad agguantare il titolo

Dal 15 febbraio fino al 21 Marzo 2015 è previsto il «Torneo delle Sei Nazioni». In Inglese, il Six Nations Championship risulta essere il più importante e rilevante campionato di rugby dell’emisfero settentrionale.  Attualmente in corso, vede in testa alla classifica Inghilterra e Irlanda, mentre in coda Scozia e Italia con zero punti.

LE REGOLE – Le sei nazioni che sono ammesse al torneo sono: Francia; Italia; Inghilterra; Scozia; Galles; Irlanda. Esse si sfidano in un unico incontro fino ad incrociarsi tutte, ogni vittoria vale 2 punti, ogni pareggio 1 punto e ogni sconfitta 0 punti. Le sfide si disputano tra Febbraio e Marzo, in un arco di 7 weekend, di cui in 5 si gioca e in 2 si riposa.

empics/lapresse

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GLI STADI – Gli incontri tra i rugbisti del Sei nazioni si svolgono attualmente in sei stadi o sei arene potremmo dire, tutti dotati di un posto privilegiato per gli spettatori. È previsto uno stadio per ogni squadra che partecipa al torneo: lo Stadio di Twickenham, a Londra, considerato il più capiente impianto sportivo del Regno Unito, dopo Wembley; lo Stade de France, a poca distanza da Parigi, anch’esso vanta una struttura immensa, è infatti lo stadio polifunzionale più grande di tutta la Francia; l’Aviva Stadium, presente a Dublino, che ha anche ospitato la finale di Europa League della stagione calcistica del 2010-2011; lo Stadio di Murrayfield, che si trova nell’omonima periferia di Edimburgo, è il più grande stadio della Scozia;  il Millennium Stadium, situato a Cardiff, che ha ospitato anche le finali di FA Cup, di League Cup e del Community Shield; ed infine, lo Stadio Olimpico, lo stadio dell’Italrugby presente a Roma.

LA STORIA – Il torneo del Sei Nazioni ebbe inizio circa nel 1883 in maniera non ufficiale, quando le squadre britanniche più rappresentative si sfidarono tra loro. Il Sei nazioni si presenta alla sua nascita infatti come Quattro Nazioni. Le nazioni partecipanti erano quindi Irlanda, Inghilterra, Galles e Scozia. Le prime edizioni del torneo furono dominate da Inghilterra e Scozia. Nel 1910 il Quattro Nazioni divenne il Cinque Nazioni con l’ingresso della Francia. Nel 1931, però, la Francia fu estromessa dal torneo perché si scoprì che alcuni suoi giocatori erano professionisti ed il torneo tornò a quattro squadre per un periodo piuttosto breve. I francesi, infatti, furono riammessi nel 1939, ma dovettero attendere la fine della Seconda guerra mondiale per giocare di nuovo, in quanto tra il 1940 e il 1947 il Cinque Nazioni non fu disputato. Nel 1998 le federazioni facenti parte del comitato organizzatore approvarono l’ammissione dell’Italia, a partire dall’edizione del 2000, facendo così fu d’obbligo un nuovo cambio di nome per il torneo rugbistico che assunse il definitivo appellativo di Sei Nazioni.

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L’ITALIA –  L’esordio dell’Italia nel torneo avvenne il 5 febbraio del 2000, quando i rugbisti italiani batterono la Scozia, campione in carica, con una vittoria inaspettata e schiacciante con un punteggio di 34 – 20. Un’altra vittoria storica per l’Italia del rugby avvenne nel 2007 con il punteggio di 37 a 17 sempre sulla Scozia. Nell’ultima edizione del Sei Nazioni, vinta dal Galles, l’Italia è arrivata ultima in classifica senza vincere neanche una partita, ciò non succedeva alla nazionale azzurra dal 2009.

CURIOSITÁ – Oltre che a premiare il vincitore alla fine del Sei Nazioni sono previste altre tipi di premiazioni, alcune onorevoli altre meno, in alcuni casi infatti i premi conferiti al Sei Nazioni assomigliano più a degli sfottò. Il “Trofeo Sei Nazioni” è vinto dalla squadra trionfatrice del torneo, il Galles ha vinto questo premio più di qualsiasi altra squadra con 37 Sei Nazioni vinti; il Grande Slam viene vinto solo nel caso in cui ci sia una squadra capace di vincere tutte le partite, l’Inghilterra vanta ben 12 di questi trofei; dal 2007 la vincente nell’incontro tra Francia e Italia vince, poi, il Trofeo Giuseppe Garibaldi , vinto dalla Francia 6 volte e dall’Italia solo 2. Il premio che nessuno, al contrario, vorrebbe mai vincere è il Cucchiaio di Legno, il “Wooden Spoon”, vinto dalla nostra nazionale ben 10 volte su 15 tornei disputati, un vero e proprio record negativo. Il “Whitewash” è invece il titolo vinto dalla squadra che non riesce a imporsi neanche in una partita, assegnato per ben 5 volte all’Italia. Forse non tutti sanno che esiste anche un Sei Nazioni Under 20 e un Sei Nazioni Femminile entrambi mai vinti dall’Italia.

La tradizione e la bellezza degli incontri che si disputano durante questo torneo sono a dir poco mozzafiato, gli stadi messi a disposizione fanno, poi, da cornice ai 30 atleti in campo che placcandosi e “combattendo” a denti stretti tentano di non far fare la meta all’avversario. Uno spettacolo dove la forza dell’uomo e lo sport si incontrano per trasformarsi in abilità agonistica.

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