Martedi 6 Dicembre

Alain Prost: “l’unico francese che sapeva guidare”, il pilota dei record a sessant’anni dalla sua nascita [FOTO e VIDEO]

La Presse

La rivalità con Senna, i dissidi con le scuderie e le vittorie, sessant’anni di pole position e trionfi

Buon compleanno ad Alain Prost! Il pilota più pignolo della Formula Uno e il cui record di vittorie, una su quattro nella sua carriera automobilistica, è stato battuto solo da Michael Schumacher, oggi compie 60 anni. Nato a Lorette (Francia) il 24 Febbraio del 1955, Prost  è famoso per i suoi podi e per le sue vittorie, per il suo naso e per la rivalità acerrima con il nemico di sempre Ayrton Senna. Quest’ultimo lo dichiarò apertamente in un’intervista: “il mio più grande nemico”, ammise.

Come la maggior parte dei piloti della poi diventati grandi nella Formula Uno, Alain Prost tra l’infanzia e l’adolescenza si cimentò nel karting con grandi risultati. Nel 1978 debuttando per la Formula Tre vinse il campionato prima francese e poi europeo catturando l’attenzione della Formula Uno.  La McLaren in special modo lo volle nella propria scuderia, di cui egli ripagò la fiducia con piazzamenti a punti inaspettati da una macchina vacillante com’era quella della McLaren – Ford in quell’anno. Alla fine del campionato infatti lasciò la scuderia, considerata poco sicura sotto l’aspetto meccanico. Nel corso dell’anno infatti egli aveva subito vari infortuni dovuti ai guasti della macchina.

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L’anno dopo lo ingaggiò la Renault, con cui disputò una stagione niente male che gli permise di arrivare tra i favoriti del campionato seguente. Nel 1982, i difficili rapporti con il suo compagno di squadra René Arnoux e la non affidabilità della macchina non permise a Prost di lottare fino alla fine. Al secondo anno con la Renault però i rapporti con la scuderia si incrinarono fino che a fine stagione Proust recise il contratto per tornare in McLaren.

Solo nel 1984 Proust riuscì a conquistare il titolo mondiale, riuscendo a divenire il primo pilota francese ad aggiudicarsi il titolo. Nel 1986 nonostante lo strapotere meccanico delle Williams, Prost riuscì a vincere il suo secondo titolo.

L’anno 1988 fu contraddistinto per la rivalità, a cui prima si è accennato, con Ayrton Senna, arrivato in McLaren. La lotta al titolo iridato si restrinse ai soli piloti della scuderia tedesca, che con il nuovo motore Honda erano una spanna sopra tutte le altre monoposto. La competitività tra i due piloti si manifestò in tutta la sua evidenza al Gran Premio di Portogallo, dove Prost durante la gara, mentre tentava di prendere il comando, venne chiuso da Senna contro il muretto. Alla fine Prost riuscì a vincere la gara, ma giudicò pericolosa la manovra del compagno.  Il campionato si chiuse con la vincita del suo amico – nemico brasiliano. L’anno dopo si verificò però l’esatto contrario, Senna arrivò secondo alla chiusura del campionato lasciando il titolo, il terzo per Prost, al “professore”. Dopo il passaggio in Ferrari e due anni di delusioni Proust decise il ritiro, per poi ritornare in pista nel 1993 con la Williams.

Una curiosità trapelata dalle clausole del contratto nel contratto era inserita una clausola a suo favore per impedire l’arrivo in squadra del rivale Ayrton Senna. La rivalità con il brasiliano si dimostrò per tutto il campionato finendo definitivamente però al GP d’Australia dove Senna invitò sul podio l’ex compagno francese sul gradino più alto a festeggiare. Un anno dopo, pochi giorni dopo la morte del brasiliano, Prost disse di essere rimasto toccato da quel gesto.

Nel corso di quell’ultima stagione Prost stabilì il record, ancora imbattuto, di 7 pole position consecutive partendo dalla prima gara stagionale. Durante la sua carriera in Formula 1 aveva accumulato un totale di 798,5 punti nel campionato mondiale e segnato 41 giri più veloci in gara.

Il suo ritiro definitivo dalla Formula Uno lo vide diventare il proprietario di una scuderia intitolata a suo nome, ma l’esperimento si rivelò disastroso e deludente.

Il suo “naso” nel capire le vetture, gli ha fatto meritare il soprannome de “Il professore” per il suo approccio tattico alle gare e per la sua pignoleria maniacale nella messa a punto della monoposto. Il pilota era, infatti, esperto nell’assetto della sua vettura e tendeva a conservare pneumatici e freni a inizio gara, per sfruttarli meglio in un eventuale duello nelle ultime tornate.

I litigi con i compagni di squadra, la rivalità con il suo nemico Senna e il terrore che suscitava nei meccanici quando entrava nei box hanno fatto dipingere la sua personalità come complicata, pignola e calcolatrice. I suoi successi e i suoi trionfi forse, però hanno fatto in modo che i tifosi, i meccanici e perfino Senna riuscissero a “sopportare” i suoi difetti a vantaggio dei più promettenti sorrisi che Prost regalava nelle sue molteplici vittorie. Auguri “professore”!

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