Giovedi 8 Dicembre

Kobe Bryant duro: “il basket americano peggio di quello europeo!”

Bryant dà una lezione ai “saccenti” dell’Nba

“I giocatori europei conoscono il basket più dei giocatori americani. In Europa si insegnano i fondamentali. Qui, invece, no. Se non avessi vissuto in Italia, probabilmente non avrei imparato a palleggiare con la mano sinistra”. Firmato, Kobe Bryant. La stella dei Los Angeles Lakers boccia senza appello gli ‘insegnanti’ a stelle e strisce e offre un quadro in prospettiva preoccupante per la pallacanestro americana. “Credo semplicemente che i giocatori europei siano molto più dotati a livello tecnico”, dice Bryant, dopo la sconfitta casalinga contro i Memphis Grizzlies. Il fuoriclasse usa l’aggettivo ‘skillful’ per fare riferimento alla conoscenza di tutti gli aspetti del gioco. Il 36enne ha trascorso in Italia una parte della sua infanzia: il papà, Joe, ha militato nel basket tricolore dal 1984 al 1991. “In Europa il basket viene insegnato nel modo giusto ai bambini che giocano. E’ un aspetto che noi dobbiamo sistemare. Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi come si gioca nel modo corretto. Bisogna smettere di trattarli come vacche da mungere per trarne profitto”, afferma. Negli Stati Uniti, dice, la formazione di un giocatore è un processo lacunoso sin dall’inizio.

“I ragazzi non conoscono i fondamentali, non sanno giocare in post. E’ stupido”, ribadisce. Al contrario, in Europa gli atleti vengono plasmati: “Ed ecco perché poi vengono fuori Pau e Marc Gasol. Ecco perché il roster degli Spurs è formato al 90% da europei. Hanno più qualità tecniche. Se io non avessi vissuto in Italia, probabilmente non avrei imparato a palleggiare e a tirare con la mano sinistra. Non sarei stato in grado di muovermi bene”. “Io -prosegue- sono stato fortunato. Mentre crescevo in Italia, allenatori di grande livello venivano in Europa e tenevano clinic. Davano consigli ai coach delle varie società e questi seguivano le indicazioni come se si trattasse della Bibbia. Io, come Manu Ginobili, sono il prodotto di tutto questo. E la differenza è enorme”.