Giovedi 8 Dicembre

Tennis, Internazionali d’Italia: tutto pronto per le finali!

Schermata 2014-05-17 alle 14.12.58Dopo aver superato la muraglia cinese, la piccola Sara espugna una fortezza serba e si presenta al cospetto del colosso americano, che ne ha fatto crollare un’ altra, mentre il terzo caposaldo del Paese slavo ha resistito agli assalti d’oltreoceano e sfiderà domani il re di Maiorca. In una bella giornata di sole, finalmente primaverile, gli Internazionali Bnl d’Italia, giunti al penultimo atto, hanno visto la Errani battere, con una grande prestazione, Jelena Jankovic, e Serena Williams liquidare Ana Ivanovic. Il terzo serbo approdato in semifinale, Novak Djokovic, ha superato invece, pur con qualche apprensione, il canadese Milos Raonic; mentre Rafa Nadal, numero 1 del mondo, ha vinto il suo primo match facile di questa 71/a edizione del torneo, infliggendo un doppio 6-2 al bulgaro Grigor Dimitrov. E’ stata grande, Sara. Era dal 1950 che un’azzurra non andava in finale al Foro Italico: vi era riuscita Annelies Ulstein Bossi, tedesca di nascita ma italiana per matrimonio, vincendo poi il torneo. Nel 1985, Raffaella Reggi aveva ripetuto l’ exploit, centrando finale e titolo, ma si giocava a Taranto. Ora, la 27enne romagnola, con il numero 11 prima italiana del tennis mondiale, ha migliorato la sua migliore prestazione agli Internazionali, la semifinale dell’anno scorso. Finito 6-3 7-5 dopo un’ora e 48 minuti, il match con la 29enne Jankovic – ex n. 1 ora n. 8 mondiale, campionessa a Roma nel 2007 e 2008 – è stato un concentrato di lucidità, grinta e bel gioco. Sara ha avuto solo un po’ di appannamento all’inizio del secondo set, quando Jelena si è portata sul 4-1, ma ha reagito da vera campionessa. “E’ stata una partita incredibile. In alcuni momenti ero morta e pensavo di non farcela ma il pubblico è stato grandioso”, ha commentato. Le ha reso omaggio l’avversaria sconfitta: “Sara ha fatto un grande match, merito a lei. Io ho cercato di restare concentrata sul mio gioco e di esprimere il mio tennis, ma lei oggi è stata la migliore”, ha detto Jelena. E le ha reso omaggio anche Giovanni Malagò, che ieri l’aveva già definita “un gigante”. “Oggi abbiamo assistito a qualcosa che lascia il segno: uno può dire ‘io c’ero’. La vittoria di Sara è la dimostrazione vivente di quel che può fare un atleta quando vuol raggiungere un risultato”, ha detto il presidente del Coni. Ora la Williams, una missione (quasi) impossibile. “E’ una giocatrice che, se al 100%, è impossibile da battere, ma magari non è al 100%. Io entro in campo e ci provo”, ha promesso Sara. Oggi ci ha provato, invano, la Ivanovic, che pure aveva eliminato la Sharapova. Anche lei ex n. 1 (ora n. 13), la bella Ana ha strappato solo un set alla fortissima Serena, n. 1 attuale, che l’ha sconfitta per 6-1 3-6 6-1 in un’ora e 36′.

Il serbo superstite, invece, si è imposto per 6-7 (5) 7-6 (4) 6-3 sul canadese Milos Raonic, n. 10; e a fine match ha rivolto un appello in favore delle popolazioni del suo Paese e della Bosnia, colpite da una disastrosa alluvione. Solidarietà ai suoi connazionali ha espresso anche la Ivanovic. Domani, per Nole, numero 2 mondiale, ci sarà l’ennesima sfida con Rafa, campione in carica e sette volte vincitore a Roma, che in tre finali l’ha sconfitto due volte. Dal 2005, lo spagnolo e il serbo si spartiscono il torneo, non lasciando spazio a nessun altro. Ma gli occhi dell’Italia saranno rivolti al torneo femminile. E se, come dicono rango e pronostico, a Sara andrà male, avrà migliori chance di consolarsi con il doppio, dove pure è in finale, assieme all’amica Roberta Vinci. L’ostacolo Serena sembra insormontabile, l’ha battuta in tutti e sei i precedenti. Ma anche la cinese Li Na, superata in semifinale, l’aveva sconfitta in altrettante sfide. E, per dirla con Malagò, “quando un italiano è in finale, sognare è d’obbligo”.